BESS
Battery Energy Storage System
L’EVOLUZIONE DELLA “GREEN POWER” TRASCINA L’EVOLUZIONE DELLA PREVENZIONE INCENDI
L’attuale modello energetico e di sviluppo impiantistico ha come obiettivo quello di creare un modello di produzione, distribuzione e utilizzo dell’energia basato sulla sostenibilità ambientale, sulla efficienza energetica e sulla neutralità climatica.
Grazie alla capacità di accumulo/stoccaggio dell’energia elettrica prodotta dalle fonti rinnovabili, in aggregati di batterie, i BESS sono fondamentali per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e migliorare le prestazioni delle reti di trasmissione e distribuzione.
Ma se per la “Green Power” i BESS sono il “Fiore all’occhiello” dell’ottimizzazione dell’energia prodotta, per la Prevenzione Incendi tali sistemi di accumulo rappresentano una importante sfida.
L’evoluzione delle batterie di accumulo, nei materiali, nelle dimensioni e nelle forme, e dei sistemi di accumulo, nella loro configurazione e collocazione in ambienti civili-industriali, coinvolge prepotentemente gli aspetti di prevenzione incendi che, per garantire gli obiettivi di sicurezza, deve necessariamente intraprendere valutazioni per l’identificazione di misure di sicurezza antincendio dedicate.
Se a livello internazionale l’NFPA (National Fire Protection Association) e l’FM (Factory Mutual) emanano, tra l’altro, lo Standard NFPA 855 “Standard for the Installation of Stationary Energy Storage Systems” e lo Standard FM 05-33 “Lithium-Ion Battery Energy Storage Systems”; a livello nazionale, il Dipartimento dei Vigili del Fuoco ha pubblicato in data 23 dicembre 2024 la Circolare DCPREV n. 21021 “Linee guida per la progettazione, realizzazione e l’esercizio di Sistemi di Accumulo di Energia Elettrica (Battery Energy Storage System – BESS)”.
Ai fini di garantire le esigenze di sicurezza per la salvaguardia delle persone e la tutela dei beni e dell’ambiente, le linee guida delineano degli obiettivi specifici necessari per un’adeguata Valutazione del Rischio:
- Minimizzare le cause di rilascio accidentale di gas, nonché di incendio e di esplosione;
- La sicurezza della vita umana;
- L’incolumità delle persone;
- La tutela dei beni e dell’ambiente;
- Limitare, in caso di evento incidentale, danni ad edifici o a locali contigui all’impianto;
- Garantire la possibilità per le squadre di soccorso di operare in condizioni di sicurezza;
- Prevenire il danno ambientale e limitare la compromissione dell’ambiente in caso d’incendio.
La Valutazione del Rischio rappresenta quindi il fulcro centrale e l’user nodale per progettare, realizzare e garantire il corretto esercizio del BESS; essa deve comprendere almeno:
- L’individuazione dei pericoli d’incendio;
- L’individuazione dei pericoli di formazione di atmosfera esplosiva;
- La descrizione del contesto e dell’ambiente nei quali i pericoli sono inseriti;
- La determinazione di quantità e tipologia degli occupanti esposti al rischio incendio;
- L’individuazione dei beni esposti al rischio incendio;
- La valutazione qualitativa o quantitativa delle conseguenze dell’incendio su occupanti, beni ed ambiente;
- L’ individuazione delle misure preventive che possano rimuovere o ridurre i pericoli che determinano rischi significativi.
Per garantire la sicurezza degli occupanti e degli impianti adiacenti, la progettazione dei BESS deve prevedere idonee misure di protezione attiva, misure di protezione passiva e misure gestionali.
All’interno delle misure di protezione passiva, rientrano oltre all’adozione di adeguate misure preventive come l’installazione di barriere fisiche tra le celle, al fine di rallentare la propagazione di calore, anche la definizione di adeguate distanze di sicurezza.
Quest’ultime devono essere calcolate tenendo conto della potenza installata all’interno dei BESS, della tipologia degli edifici presenti nelle vicinanze dell’impianto, di eventuali attività critiche o elementi sensibili posti in prossimità dell’impianto e di altre attività a rischio specifico.
Devono evitare la propagazione di incendi ed esplosioni tra BESS adiacenti e/o danneggiamento degli impianti ausiliari, l’irraggiamento a dispositivi a corredo dei BESS come trasformatori, inverter, ecc., l’esposizione ad agenti chimici tossici e/o cancerogeni per gli occupanti e consentire in ogni caso l’operatività ai mezzi di soccorso dei Vigili del fuoco.
Per quanto riguarda le misure di protezione attiva, le linee guida prevedono che i sistemi di accumulo di energia elettrica siano dotati di:
- Impianti di Rivelazione e Allarme Incendio;
- Rete di idranti;
- Sistemi di controllo e spegnimento automatici (da segnale di rivelazione incendio) basati su agenti estinguenti idonei al tipo di batterie e alla loro collocazione;
- Estintori idonei, collocati in numero e in posizione facilmente visibile e raggiungibile.
Particolari misure devono essere adottate anche per la possibile creazione di miscele esplosive derivanti dal venting delle celle a seguito del thermal runaway.
Al fine di rilevare e limitare tempestivamente la formazione di tali miscele, devono essere adottate adeguate misure per la prevenzione; tra cui:
- Impianti di Rivelazione e Allarme Gas;
- Impianti di ventilazione forzata dell’ambiente interno (con configurazione ATEX);
- Impianto di climatizzazione a temperatura controllata (con allarme sia di bassa che alta temperatura);
- Impianto elettrico (comprensivo di impianto di terra e di impianto per la protezione dagli effetti diretti e indiretti delle scariche atmosferiche):
- dotato di almeno un dispositivo di sezionamento di emergenza ubicato in posizione protetta tale da togliere tensione agli impianti non pertinenti alla sicurezza;
- dotato di circuiti, protetti dal fuoco, per l’alimentazione dei servizi di sicurezza destinati a funzionare in caso di incendio;
- suddiviso in più circuiti terminali in modo da garantire l’indipendenza elettrica dei circuiti.
Gli impianti di sicurezza dovranno essere adatti al funzionamento in atmosfere classificate.
Infine, in merito alle misure gestionali, devono essere assicurate oltre all’esecuzione delle manutenzioni dell’impianto a regola dell’arte anche la disponibilità di un manuale operativo, la disponibilità delle procedure per la messa in sicurezza, la disponibilità di una planimetria riportante l’ubicazione degli impianti e delle attrezzature antincendio, la disponibilità degli schemi degli impianti elettrici.
Concludendo, i BESS, anche se possono essere costituiti da un insieme di accumulatori elettrochimici all’interno di un armadio (battery rack) o di un container (battery container), progettati e realizzati in accordo alla regola dell’arte e alle normative vigneti, ad oggi non risultano essere attività elencate in Allegato I al D.P.R. n. 151 del 1° agosto 2011, ma in via generale la loro installazione, in funzione delle caratteristiche elettriche/costruttive e/o delle relative modalità di posa in opera, comporta una modifica sostanziale del preesistente livello di sicurezza antincendio e, in taluni casi, può comportare un aggravio del livello di rischio di incendio.
In caso di modifiche che comportino un aggravio delle preesistenti condizioni di sicurezza, il responsabile dell’attività deve richiedere l’esame del progetto (ovviamente solo per le attività di categoria B e C) al Comando provinciale dei Vigili del fuoco e, a lavori ultimati, deve presentare la Segnalazione certificata di inizio attività prima dell’inizio dell’attività.
Alternativamente, se modifiche vengono considerate non rilevanti o non sostanziali ai fini antincendio, tali devono comunque essere documentate al Comando provinciale dei Vigili del fuoco all’atto della presentazione della attestazione di rinnovo periodico di conformità antincendio.